Benvenuti. Non esistono quasi limiti di tempo e di spazio nella dimensione dei proverbi, tanto vasta ne è la diffusione nel tempo e nello spazio. Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale come in quella scritta. Spesso è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è transitato dalla tradizione orale alla letteratura o viceversa, se è di origine colta o popolare. Anche la linea di demarcazione tra proverbi, detti, motti, sentenze, aforismi, è assai sottile e forse non è così importante come si crede definire l'origine di un proverbio o di un aforisma quanto piuttosto risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso più o meno frequente.

Della mia passione e delle mie ricerche sull'argomento e non solo su questo, cercherò di scrivere e divagare ringraziando anticipatamente quanti vorranno interagire e offrire spunti per sviluppare il tema col proprio personale e gradito contributo.

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giovedì 28 giugno 2007

Quant'è laria la me zita

Alla categoria delle canzonette salaci appartengono i conosciutissimi Stornelli romani i meno conosciuti ma altrettanto salaci trallallero sardi e i canti licenziosi siciliani, come ad esempio E' la luna 'mmezzu mari.

Vi propongo per adesso Quant'è laria la me zita.

Quant'è laria la me zita Quant'è brutta la mia fidanzata
malanova da so vita maledetta sia la sua vita
ah laria è, cchiu laria d'idda nun ci 'nn'è! nessuna è più brutta di lei!

Havi la panza ca pari 'na vutti Ha la pancia che sembra una botte
quannu camina fa ridiri a tutti quando cammina fa ridere tutti
ah laria è ...

Havi li iammi a cucciddatu Ha le gambe arcuate
quannu camina s'abbia di latu quando cammina si butta di lato
ah laria è ...

Havi lu nasu comu un pagghiaru Ha il naso come un pagliaio
quannu chiovi mi ci riparu quando piove mi ci riparo
ah laria è ...

Havi l'occhi a doppiu usu, Ha gli occhi a doppio uso,
unu apertu e l'autru chiusu uno aperto e l'altro chiuso
ah laria è ...

Havi li pedi a piripò, Ha i piedi a piripò, (intraducibile)
quannu camina fa si e no quando cammina fa si e no
ah laria è ...

Havi la vucca nicaredda, Ha la bocca piccolina,
quannu la grapi ci sta 'na guastedda quando la apre diventa enorme
ah laria è ...

Havi la facci di tavulazzu, Ha la faccia dura come il tavolaccio,
sutta lu nasu ci spunta 'u mustazzu sotto il naso le spuntano i baffi
ah laria è ...

Ma di picciuli n'havi assai, Ma di soldi ne ha molti,
ca cummogghiunu tutti li vai che coprono tutti i guai
ah bedda è, cchiù bedda d'idda nun ci 'nn'è nessuna è più bella di lei

Ma iu preju la Maronna Ma io prego la Madonna
d'accuzzarici li jorna di farla morire al più presto
ah laria è ...

Nonostante il contenuto scherzoso questa composizione si presta ugualmente ad alcune considerazioni:
Secondo il senso comune sono le donne che considerano il matrimonio come un mezzo per sistemarsi sposando un uomo se non ricco, almeno benestante; questo avveniva in special modo, o si riteneva che avvenisse, nelle società come quella meridionale, nella quale la situazione economica della donna era quasi sempre indissolubilmente legata a quella di un uomo.
Qui è invece l'uomo che sposa una donna oltremodo brutta per motivi di interesse; questa situazione fa venire in mente il film Divorzio all'italiana di Pietro Germi, nel quale il marito si libera della moglie, che non sopportava più, ricorrendo astutamente al cosiddetto Delitto d'onore.
Per Par condicio si sarebbe dovuta comporre una canzone in cui venisse messa alla berlina la bruttezza del fidanzato, invece paradossalmente è stata composta la canzone Quant'è beddu mastru Vitu.
La parità dei sessi, almeno nelle canzoni dialettali popolari, è ben lontana dall'essere raggiunta.

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