Benvenuti. Non esistono quasi limiti di tempo e di spazio nella dimensione dei proverbi, tanto vasta ne è la diffusione nel tempo e nello spazio. Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale come in quella scritta. Spesso è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è transitato dalla tradizione orale alla letteratura o viceversa, se è di origine colta o popolare. Anche la linea di demarcazione tra proverbi, detti, motti, sentenze, aforismi, è assai sottile e forse non è così importante come si crede definire l'origine di un proverbio o di un aforisma quanto piuttosto risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso più o meno frequente.

Della mia passione e delle mie ricerche sull'argomento e non solo su questo, cercherò di scrivere e divagare ringraziando anticipatamente quanti vorranno interagire e offrire spunti per sviluppare il tema col proprio personale e gradito contributo.

I commenti sono ovviamente graditi. Per leggerli cliccate sul titolo dell'articolo(post) di vostro interesse. Per scrivere(postare,pubblicare) un commento relativo all'articolo cliccate sulla voce commenti in calce al medesimo. Per un messaggio generico o un saluto al volo firmate il libro degli ospiti (guest book) dove sarete benvenuti. Buona lettura

mercoledì 31 dicembre 2008

Buon Anno




Capo d'anno e capo di mese, piglia la borsa e mettici il tornese.

Chi mangia l'uva per capodanno sta bene tutto l'anno.

Ogni anno nuovo che avanza, ha in gestazione una nuova speranza.

lunedì 22 dicembre 2008

Lontano dagli occhi, ma non lontano dal cuore.

Il tema della lontananza è presente non solo nei proverbi, ma in tutte le forme di espressione, dai film alle canzoni.
A volte la nostalgia deriva dalla lontananza dai luoghi:

"Lontan da te non se po' sta'" (riferito a Napoli),

più spesso dalle persone amate.

"Lontano dagli occhi" è una delle canzoni più conosciute di Sergio Endrigo:

"Per uno che torna e ti porta una rosa
mille si sono scordati di te"

Predominerebbe quindi l'oblio sul ricordo, almeno quantitativamente, ma "quell'uno" che non si scorda riscatta tutti gli smemorati.

Anche Modugno si è cimentato col tema della lontananza, che "spegne i fuochi piccoli e accende quelli grandi".
Ma Endrigo non ha dedicato al tema dell'assenza una sola canzone:

"La tua assenza riempie i miei giorni di te" (canzone La tua assenza).

"La solitudine che tu mi hai regalato, io la coltivo come un fiore" (Canzone per te).

"Il mio pensiero ti seguirà sarò con te, ovunque sei, dove andrai" (Adesso si).

Quanto diverso è l'approccio al tema della sepaeazione rispetto alla tendenza dominante nella canzone italiana, secondo la quale il distacco dalla persona amata provocherebbe l'annientamento fisico e morale dell'amante. Alcuni esempi:

" ... di questa vita che mai, mai e poi mai potrà continuare se
mi allontani da te"

"Se tu non fossi qui, se tu non fossi qui
povero me!
Sarei una cosa morta, una candela spenta, un uomo inutile" (credo sia di Peppino Gagliardi.
Bella canzone, d'accordo, ma che lagna!

La distanza, in Endrigo, viene vissuta, si con melanconia, ma senza disperazione.
Forse pochi hanno colto elementi di ottimismo nelle canzoni di Endrigo, ma sono convinto che egli abbia efficacemente espresso che ciò che è avvenuto non è avvenuto invano, e che l'assenza e la distanza non derivano tanto dallo spazio e dal tempo che separano, ma principalmente da uno stato d'animo; si può essere cioè vicini con la mente e con l'anima, anche se la separazione è avvenuta in modo definitivo, come nel passaggio dal mondo della menzogna a quello che Giovanni Verga ha definito "mondo della verità".
Ciò è ancora più vero se chi si è allontanato da noi è vissuto cercando, e spesso trovando, la verità in questo mondo in cui predomina la falsità; e sono convinto che Endrigo la verità la abbia testimoniata nelle sue canzoni, e molto probabilmente anche nella vita.