Benvenuti. Non esistono quasi limiti di tempo e di spazio nella dimensione dei proverbi, tanto vasta ne è la diffusione nel tempo e nello spazio. Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale come in quella scritta. Spesso è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è transitato dalla tradizione orale alla letteratura o viceversa, se è di origine colta o popolare. Anche la linea di demarcazione tra proverbi, detti, motti, sentenze, aforismi, è assai sottile e forse non è così importante come si crede definire l'origine di un proverbio o di un aforisma quanto piuttosto risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso più o meno frequente.

Della mia passione e delle mie ricerche sull'argomento e non solo su questo, cercherò di scrivere e divagare ringraziando anticipatamente quanti vorranno interagire e offrire spunti per sviluppare il tema col proprio personale e gradito contributo.

I commenti sono ovviamente graditi. Per leggerli cliccate sul titolo dell'articolo(post) di vostro interesse. Per scrivere(postare,pubblicare) un commento relativo all'articolo cliccate sulla voce commenti in calce al medesimo. Per un messaggio generico o un saluto al volo firmate il libro degli ospiti (guest book) dove sarete benvenuti. Buona lettura

sabato 29 dicembre 2012

E' tutto per il nostro bene: la politica "impopolare" e risanatrice del governo Monti

"E' tutto per il mio bene - come disse lo scolaro inglese mentre veniva fustigato"

Questo wellerismo esprime assai bene la condizione di noi "scolari" italiani sottoposti alle severe amorevoli cure somministrate dagli illuminati professori del governo tecnico. Tutte le misure amare a cui veniamo sottoposti sono per il nostro bene, non un salasso che ci dissangui ma che ci faccia recuperare la salute perduta.

Il male passeggero rappresentato dai tagli e dalle tasse è servito, a loro illuminato parere, ad evitare danni assai peggiori e irreversibili, ad evitare la bancarotta, a permettere di continuare a godere (sic) di stipend pubblicii e pensioni, seppure con un potere d'acquisto drasticamente ridimensionato.

Senza queste draconiane ma sagge misure il nostro Natale sarebbe stato ben più drammatico, accontentiamoci quindi di questa parentesi sobria, frugale, e diamo fiducia ai professori. Le sante fustigazioni alle quali ci sottopongono, che intendono protrarre fino al superamento della crisi, sono tutte per il nostro bene.

Ingrati, stolti, populisti ringraziate e non criticate. Solo le menti illuminate ed ispirate hanno compreso la necessità virtuosa di questa politica risanatrice. Ammirate la benedizione degli alti prelati di fronte a questi uomini e donne mandataci dalla Provvidenza.

Equità e crescita: se ci siete battete un colpo! Per adesso siamo solo in piena recessione e depressione.