Benvenuti. Non esistono quasi limiti di tempo e di spazio nella dimensione dei proverbi, tanto vasta ne è la diffusione nel tempo e nello spazio. Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale come in quella scritta. Spesso è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è transitato dalla tradizione orale alla letteratura o viceversa, se è di origine colta o popolare. Anche la linea di demarcazione tra proverbi, detti, motti, sentenze, aforismi, è assai sottile e forse non è così importante come si crede definire l'origine di un proverbio o di un aforisma quanto piuttosto risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso più o meno frequente.

Della mia passione e delle mie ricerche sull'argomento e non solo su questo, cercherò di scrivere e divagare ringraziando anticipatamente quanti vorranno interagire e offrire spunti per sviluppare il tema col proprio personale e gradito contributo.

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sabato 30 aprile 2011

La caduta del Muro. Ovvero: non tutto il bene viene per giovare.

In linea di massima tutti i mali vengono per nuocere, o perlomeno, salvo qualche eccezione, riescono veramente a nuocere, anche se non ne hanno a volte l'intenzione.

La propensione al bene, invece, che è quasi sempre intenzionale, non sempre riesce ad ottenere i fini che si era prefissi, anzi non di rado ottiene risultati diametralmente opposti a quelli voluti.

La caduta del Muro di Berlino si inscrive nel progetto di Gorbaciov di liberare il Comunismo da tutte quelle catene, dalla Cortina di Ferro, da "quei tratti illiberali" per usare l'espressione di Enrico Berlinguer, che ne avevano "esaurito la spinta propulsiva impressa dalla Rivoluzione d'Ottobre".

Trasparenza e Ristrutturazione per coniugare la più ampia possibile uguaglianza sociale con la più ampia possibile libertà di espressione e di piena affermazione della dignità e personalità di ogni uomo, senza censure e ottusi dogmatismi; tutto però all'interno di una logica e di una struttura socialista, dove cioè le esigenze generali fossero preservate dalle prevaricazioni e dalle speculazioni di pochi individui senza coscienza civica e morale.

L'introduzione di elementi di libero scambio e di libera iniziativa non doveva condurre alla affermazione di un Capitalismo che questa libertà di scambio e di iniziativa soffocasse con i suoi pesanti, insopportabili, condizionamenti, attuati attraverso il controllo della produzione su larga scala e attraverso l'acquisizione dei mezzi di informazione, al servizio non certo del pluralismo ma creati a sostegno del proprio dominio.

In questo disegno di Gorbaciov s'inquadrano la riabilitazione della Primavera di Praga e dei suoi protagonisti, dei dissidenti, dell'abbattimento della "Cortina di Ferro" e sopra tutto della fine della politica di competizione col mondo occidentale per affermare una propria via per uno svilluppo equo, solidale e sostenibile.

Il fallimento del progetto di Gorbaciov fu dovuto alla scellerata azione congiunta degli stalinisti, degli integralisti liberisti interni ed esterni, dall'ipocrita unanime plauso in tutto il mondo che celava manovre occulte e palesi per rovesciarlo.

Sequestrato e costretto a dimettersi lascia il Paese a forze criminali che regalano il patrimonio pubblico alla mafia russa.

Il Comunismo di Gorbaciov cade non per le sue colpe ma per i suoi meriti, per volere mantenere democraticamente il potere e non adottare la repressione necessaria per respingere gli attacchi che venivano fatti al Comunismo ed alla Democrazia.

E' proprio vero: "Nessuna buona azione rimane impunita", e Gorbaciov è stato emarginato per aver voluto mantenersi entro i limiti della Legalità, mentre i suoi avversari interni ed esterni la violavano.

Il mondo Occidentale temeva un Comunismo dal volto umano, preferiva il comunismo stalinista, a cui contrapporre una presunta supremazia politica e morale del liberismo, oppure l'assenza di Comunismo dalla scena mondiale, ma non poteva tollerare un Comunismo che consentisse ai propri cittadini di vivere senza l'angoscia della disoccupazione e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Da un avvenimento storico fondamentale, progressista, come la caduta del Muro, del cui merito si tenta tutt'ora di defraudare Gorbaciov per attribuirlo ad un papa estimatore dei neo-calvinisti dell'Opus Dei ed ad un mediocre sindacalista polacco, è nata la diffusa convinzione che il Comunismo non può essere riformato, che solo al Capitalismo può essere concesso diritto di cittadinanza. Da un bene, come la "Caduta" deve essere considerata, è nato un male peggiore del male che si voleva abbattere.

La mafia globalizzata domina quasi incontrastata, gli unici baluardi rimangono Cuba e i paesi latino-americani che lentamente e faticosamente stanno imboccando la propria via verso il Socialismo.

Cerchiamo di evitare che ad essi accada ciò che al Comunismo di Gorbacioc è accaduto.

1 commento:

  1. Il fallimento del progetto di Gorbaciov (la "perestrojka") è stato imputato ad una debolezza intrinseca del comunismo, se non dello stesso progetto gorbacioviano.
    Niente di più errato.
    Secondo rapporti della CIA(!), non certo secondo articoli propagandistici della Pravda: "Al momento in cui Gorbaciov giunge al potere, la CIA calcola che l'economia dell'Urss si è sviluppata ad un tasso annuo del 2,1% dal 1975 al 1985, in confronto al 2,9% realizzato dagli Usa" (D. Losurdo, Utopia e stato d'eccezione", Laboratorio politico, Napoli, 1996, p.73).
    L'armamento sovietico, sia quello convenzionale che quello nucleare era il 2° se non il 1° del mondo.
    Turbolenze di carattere etnico o diciamolo pure, guerre, non si scatenarono se non in coincidenza con la discutibile "stella" di Eltsin... e tuttora, circa costui si dovrebbe far luce sulla questione dei "fondi neri" e sulla svendita (crollata l'Urss) del patrimonio statale e tecnologico.
    Su questo, fondamentale l'analisi svolta da Giulietto Chiesa in "Roulette russa", Guerini e associati, Milano, 1999.
    La distruzione sociale, economica, lavorativa ecc. del Paese è avvenuta una volta crollata l'Urss, non prima...
    Come dice Chiesa nell'opera citata, p. 57: "Oggi in Russia ci sono più ammalati di quanti non ce ne fossero dieci anni fa, più ubriachi e alcolizzati, più dementi, più ciechi e sordi, più handiccapati. L'aspettativa media di vita alla nascita è crollata per gli uomini e per le donne(...)."
    Come scrivi bene, Gorbaciov si trovò preso in mezzo tra burocrati nostalgici da una parte e pseudodemocratici dall'altra; senza dimenticare pesanti ingerenze occidentali.
    E per l'eterogenesi dei fini, un progetto nato con intenzioni senz'altro buone come la perestrojka hanno preso tutt'altra strada; ma non certo per colpa di Gorbaciov.
    Ciao.

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