Benvenuti. Non esistono quasi limiti di tempo e di spazio nella dimensione dei proverbi, tanto vasta ne è la diffusione nel tempo e nello spazio. Da tempo immemorabile l'uomo fa uso di proverbi, sia nella tradizione orale come in quella scritta. Spesso è assai difficile risalire all'origine di un proverbio e stabilire se esso è transitato dalla tradizione orale alla letteratura o viceversa, se è di origine colta o popolare. Anche la linea di demarcazione tra proverbi, detti, motti, sentenze, aforismi, è assai sottile e forse non è così importante come si crede definire l'origine di un proverbio o di un aforisma quanto piuttosto risalire alle motivazioni che ne hanno determinato sia la nascita che l'uso più o meno frequente.

Della mia passione e delle mie ricerche sull'argomento e non solo su questo, cercherò di scrivere e divagare ringraziando anticipatamente quanti vorranno interagire e offrire spunti per sviluppare il tema col proprio personale e gradito contributo.

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martedì 1 dicembre 2009

4 commenti:

  1. Ho cercato di leggere la scritta sotto la figura,ma purtroppo non si legge molto bene. Mi danno l´idea di Re Artù che combatte con Lancillotto :-) di sicuro mi potrai illuminare meglio sui personaggi della figura. Ti saluto augurandoti gioiosissimi giorni festivi. Buone cose. Spero a presto.

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  2. La forza oprime la Giustitia
    La dove a suo piacer s'apre la Strada,
    con indomito ardir forza tiranna,
    La bilancia d'Astrea cede a la spada.

    da Wikipedia traggo che:
    Astrea, dea della Giustizia, nella Mitologia Greca, figlia di Zeus e di Temi.
    Temi, irremovibile, personificazione dell'ordine, della Giustizia e del diritto.

    Il persecutore della Giustizia non sono riuscito ad identificarlo; probabilmente la Giustizia rimane sostanzialmente identica col passare del tempo, mentre i suoi oppressori cambiano col passare dei secoli, assumendo spesso le false sembianze dei perseguitati.
    Ho pubblicato questo proverbio illustrato non solo per mettere in risalto i diversi modi nei quali i proverbi possono essere espressi, ma soprattutto collegando questa illustrazione al post precedente e riferendomi, faziosamente, alla realtà attuale, nella quale l'opione dominante raffigura la Giustizia, o una parte di essa, come persecutore della "Forza tiranna", mentre , a mio parere, e nonostante le apparenze, è proprio la Forza Tiranna che vuole mettere la Giustizia a guizaglio del Potere Economico e Politico.

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  3. Condivido senz’altro il parere espresso da Antonio.
    Aggiungo solo che nel corso del tempo anche la giustizia segue lo sviluppo del divenire storico.
    Per Francesco Bacone: “Veritas filia temporis”, la verità è figlia del tempo.
    Forse si può dire altrettanto della giustizia: anch’essa segue o per meglio dire, subisce i mutamenti storici.
    In epoche dominate da poteri dispotici o comunque insofferenti del fondamentale valore dell’uguaglianza, la giustizia sarà considerata dai potenti (la “Forza”) proprio esclusivo strumento.
    In epoche in cui prevalgano finalmente i valori dell’uguaglianza, della pari dignità non solo teorica ma pratica, reale tra le persone, la Forza considererà la giustizia strumento ribelle e quasi eversivo.
    Da qui i lamenti, spesso davvero fuori luogo su del tutto ipotetiche “persecuzioni” giudiziarie.
    In questo vi è un mixtum di malafede e di miopia, perché certi alti lamenti non lacerano mai il cielo quando la giustizia procede contro un poveraccio (un ambulante abusivo, degli operai che bloccano una strada o occupano una fabbrica, un disoccupato ridotto alla fame che ruba qualcosa da un market ecc.).
    I lamenti in questione sono però oltremodo laceranti e non meno irritanti, quando gli inquisiti (spesso ricchissimi e famosissimi) sono indagati per falso in bilancio, oscuri legami con la criminalità organizzata, bancarotte fraudolente, responsabilità nella mancanza di tutele sul luogo di lavoro, evasioni fiscali nell’ordine di milioni di euro, “accidentali” uccisioni di avversari politici e così via.

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  4. "La giustizia al guinzaglio del potere" bella questa! si, perché io la vedo sempre così. I lamenti di oggi sono gli stessi di quelli di allora, solo che non vengono più ascoltati o presi in considerazione. Troppo casino, troppo rumori. I tiranni troppo indaffarati a correre,come se fosse una gara eterna per chi si gode per primo la vittoria sulla crudeltà nata dal solo motivo di voler evadere dalla massa perfettina e organizzavita, un enorme responsabilità organizzativa ! Grazie, ora vado a trovare nikolaus, gli porto la mia letterina.;)

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